L’Italia batte 2-0 la Grecia e si qualifica per Euro 2020 con tre partite d’anticipo e da prima del girone. Sabato sera all’Olimpico di Roma, la giovane Italia di Roberto Mancini è riuscita ad entusiasmare il proprio paese, che, dopo anni di delusioni, ha ritrovato certezze e speranze in cui custodire finalmente nuovi sogni. La fioritura di nuove promesse e la consacrazione di talenti arrivati alla piena maturità calcistica hanno permesso a Mancini di gestire una squadra fresca e allo stesso tempo solida. Il clima sereno è stato però in parte rovinato dalla scelta molto discussa della Figc di far scendere i giocatori con la nuova terza maglia di colore verde. La divisa riprende quella usata dalla nazionale nel 1954 contro l’Argentina ed è stata proposta ufficialmente come simbolo della giovane età dei componenti della rosa e come richiamo al Rinascimento.

In realtà si tratta di una nuova operazione di marketing da parte della federazione che si sta sempre di più avvicinando al modo di pensare dei grandi club; una mossa sperimentale che porterà sicuramente ancora a qualche scelta fuori dai soliti schemi a cui eravamo abituati. La tattica della terza maglia non farà guadagnare nulla in più alla federazione ma serve semplicemente per provare un nuovo modo, più dinamico rispetto al passato, di agire nel settore commerciale e soprattutto alla Puma, sponsor tecnico dal 2003, per rinfrescare il mercato con un prodotto studiato per le nuove generazioni.

Di sicuro la nuova casacca della Nazionale ha generato pareri discordanti sui vari social: il pensiero comune ai più è quello di nostalgia verso l’azzurro che ha contraddistinto sempre l’Italia in qualunque manifestazione sportiva; c’è chi è più sentimentale e chi invece attacca duramente la nuova politica commerciale della federazione ma comunque il patriottismo verso i vecchi colori sembra avere decisamente la meglio su una minoranza che accetta il progresso e ammette la bellezza estetica della nuova divisa.

 

Per porre fine ai numerosi dibattiti su questo discusso cambiamento, ha parlato il numero uno della Figc, Gravina: “La maglia azzurra è unione. Quella verde, mi sono accorto, un po’ meno, ma bisogna dare giusto peso alle proporzioni. Ringrazio tutti per il risalto che è stata data all’iniziativa, è stato centrato l’obiettivo: in 48 ore abbiamo registrato il sold out delle maglie prodotte. Molti hanno parlato di sostituzione, ma quella azzurra resta la prima maglia, con la bianca come seconda. La verde è stata ideata per la prima volta come terza maglia. Ha voluto raccogliere una testimonianza, d’accordo con la Puma, coniando l’espressione “rinascimento”, tracciando un percorso nuovo e di prime volte.”

La strategia federale in accordo con il proprio sponsor ha quindi decisamente funzionato: oltre ad aver dato grande visibilità al marchio, la nuova maglia ha avuto grande riscontro anche nelle vendite. L’amore e l’attaccamento verso la nazionale da parte degli italiani rimane comunque forte ed immutato: a testimonianza di ciò, grazie alle statistiche di Noisefeed, possiamo notare come la nazionale è stata considerata durante il match anche sui social network e gli hashtags inerenti ad essa siano balzati subito ai primi posti.